Il finanziamento del nostro sistema sanitario è complesso e poco trasparente. Negli ultimi anni vi è stato un aumento costante del premio delle casse malati, per il quale inoltre nel nostro cantone ci si sente penalizzati per via della iniqua costituzione delle riserve maggiormente a carico dei ticinesi. Attualmente un terzo degli assicurati beneficia del sussidio cantonale e con la recente approvazione di un’iniziativa parlamentare ve ne saranno ancora di più, inoltre l’anno scorso oltre diciassette mila assicurati non hanno pagato il premio. Oltre al costo diretto vi è quindi anche quello indiretto generato dalla gestione di tutti questi casi. Bastano pochi dati per comprendere che il sistema non è assolutamente adeguato e che tramite espedienti si cerca di rimediare al buco lasciato da chi non può far fronte agli elevati contributi richiesti. Da tempo si discute sulla costituzione di una cassa malati unica (cantonale o intercantonale), si ventila pure la separazione tra la LaMal (obbligatoria) e la LCA (complementari) per responsabilizzare gli attori del settore ad un contenimento del costo sanitario. Contenimento che tuttavia non sarà facile in considerazione dell’aumento della speranza di vita, della qualità del servizio sanitario accessibile a tutti i cittadini. Mi sembra che troppo spesso in queste situazioni si tenda a vedere il bicchiere mezzo vuoto senza pensare ad altre vie che potrebbero anche portare delle opportunità. La qualità sanitaria, dal mio punto di vista, non dovrebbe essere messa in discussione per ridurne il costo, piuttosto andrebbe organizzata per ottenerne l’eccellenza. Abbiamo un paese confinante dove un paziente per una TAC deve attendere mesi, possibile che non possiamo estendere il servizio per ridurne il costo unitario? Possibile che non si possano centralizzare e specializzare dei servizi offrendoli ad esempio anche ai cantoni limitrofi (vedi ad esempio la pediatria con relativo centro di cure intense)?

Ritengo per tanto che in questo campo vi siano diversi piani d’azione da seguire alfine di mantenere un servizio sanitario di qualità a costi accessibili a tutti i cittadini, in particolare bisognerà: 

  • Elaborare una pianificazione sanitaria che smantelli doppioni e consideri le possibili sinergie nonché le opportunità di mercato nel servizio sanitario specializzato;
  • Realizzare uno studio accurato sugli effettivi benefici economici con la cassa malati cantonale o intercantonale con tutte le possibili varianti (LaMal / LCA);
  • Riattivare l’ufficio assicurazione malattia (soppresso dopo la partenza di Bruno Cereghetti);
  • Assicurare che le casse malati considerino nei loro calcoli la riduzione del costo derivante dal finanziamento pubblico delle cliniche private;
  • Elaborare una soluzione per garantire l’incasso dei cosiddetti morosi benestanti ed evitare così che i costi ricadano sulla collettività;

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