Ciò che qualifica un paese è in primo luogo il proprio territorio, non meno importante però è ciò che offre ai residenti e ai visitatori. Il Ticino è forse il cantone più invidiato per il suo paesaggio e per il suo clima particolarmente mite, ma riguardo alle infrastrutture non è sicuramente all’avanguardia. Se pensiamo solo agli impianti sportivi ci rendiamo conto che quasi tutti sono fuori norma secondo le relative direttive specifiche e dato che in questo cantone nessuno molla l’osso tutti vogliono il proprio con la conseguenza che praticamente siamo rimasti fermi al palo. In questo contesto fa naturalmente eccezione il centro nazionale di Tenero, l’unica infrastruttura degna di nota per la formazione e lo sviluppo dei nostri giovani atleti. Oltre agli stadi di calcio e di hockey, utili anche per altri eventi quali ad esempio grandi appuntamenti musicali, mancano palazzetti dello sport, piscine olimpioniche coperte e non da ultime piste ciclabili. Va detto che tramite iniziative regionali qualche opera è stata fatta, come ad esempio il centro sportivo della Capriasca, il nuovo lido di Locarno o la riconversione del Monte Tamaro, ai piedi del quale sorgerà pure un’altra struttura balneare. Opere realizzate grazie al merito di promotori pubblici e privati locali. Anche in questo contesto è però quanto mai importante ricercare delle soluzioni coese in sintonia con il fabbisogno collettivo. Oltre allo sport non va dimenticato il mondo della cultura. Il nostro cantone ha ad esempio una forte tradizione nella musica bandistica, spesso però mancano gli spazi per esercitare e per insegnare quest’arte alle nuove leve. Non va dimenticato che le attività extra lavorative sono per tanti delle vere e proprie valvole di sfogo oltre che degli importanti momenti conviviali e di socializzazione. Senza una pianificazione condivisa tra cantone, comuni e privato sarà difficile realizzare le infrastrutture e quanto meno ottenere dei sussidi federali come avvenuto per altri cantoni che si sono dimostrati molto più lungimiranti. A tale proposito sarebbe quindi auspicabile: 

  • Affrontare la delicata questione delle grandi infrastrutture sportive (stadi di calcio e di hockey) e di palazzetti dello sport con le società, i comuni e i privati interessati;
  • Elaborare uno studio per l’offerta dimensionata di infrastrutture sportive per chi pratica lo sport in modo amatoriale;
  • Incentivare la pratica di attività sportive nell’ambito della promozione del benessere e della salute;
  • Studiare la realizzazione di centri culturali regionali multiuso, utilizzabili per piccoli/medi eventi e per le svariate esigenze di associazioni, giovani, anziani, ecc..;

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